CHE DIFFERENZA C’È TRA UN VERO TALENTO E UN BRAVO ARTISTA?

by Verardi Art Advisor, 8 August 2020

Questa è una delle domande che mi vengono poste più spesso dai miei collezionisti ed è forse una delle risposte più difficili da spiegare. La differenza è tanto impalpabile quanto evidente, ad un occhio allenato, perché il genio spicca per originalità e stile rispetto tutti gli altri artisti del periodo, ma non è mai facile dare una definizione all’eccezionalità.

Un’ottima occasione per chiarire il concetto me l’ha offerta una bellissima mostra allestita al palazzo Reale di Milano, dedicata a George de la Tour (aperta fino al 27 settembre!). L’esposizione racconta i quadri dell’artista francese mettendoli in relazione con i lavori di altri illustri colleghi del periodo.

Negazione di San Pietro di Adam de Coster.

Infatti, in epoca barocca, un gruppo di pittori sviluppò un’arte definita “notturna” per le tipiche atmosfere illuminate da isolate luci di candele. Questi artisti erano accomunati dalla passione per rivoluzione estetica che avevano appreso dai capolavori di Caravaggio (la luce radente, i forti contrasti e il realismo della rappresentazione) e da una forte teatralità nella composizione estetica e nel pathos delle storie ritratte.

Bene, in mostra si ha l’occasione – rara, perché queste opere provengono dai più famosi musei del mondo – di poter confrontare uno accanto all’altro il quadro di un bravo artista (Negazione di San Pietro di Adam de Coster) e l’opera di un vero maestro (La Negazione di Pietro di Georges de la Tour).

La Negazione di Pietro di Georges de la Tour.

Stesso soggetto, stessa composizione e stesso messaggio, è evidente che ci troviamo davanti a lavori di altissima qualità ma uno dei due ha qualcosa in più.

Il dipinto di De La Tour è innovativo, la sua pittura va oltre la rappresentazione di una scena, riduce tutto all’essenza – le forme sono semplici, il colore è puro, la luce una sola – rappresenta solo quello che serve per raccontare la verità. Insomma davanti al confronto esce un artista che nel 1600 è stato in grado di anticipare la rivoluzione della pittura del ‘900, quando Picasso dichiarò “uno non dipinge ciò che vede, ma ciò che sente.

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